Essere una sola carne.
L’uomo non nasce già capace di amare, questo lo impara con il crescere.
Quando l’uomo nasce, l’unica relazione in cui ha capacità di essere e il rapporto con la madre, rapporto che non possiamo ancora chiamare amore, perché è dato principalmente dalla necessità di avere tutto da quella relazione e questo nonostante e grazie anche al fatto che il bambino abbia vissuto per nove mesi “nella madre”. Diverso è per la madre, in quanto già esperta dell’arte di amare (per quel bambino, infatti, essa ha affrontato rinunce e sacrifici, ha vissuto ansie e provato dolori, gioie, paure ed incertezze).
L’uomo impara ad amare nella stessa misura in cui impara a rinunciare a se stesso e a gioire della gioia degli altri. Amare è diverso dal sentirsi attratti da qualcuno/a. Questo ci fa capire perché l’uomo ha, in un certo qual senso, paura di amare. L’amore lega, è un’espressione del cuore dell’uomo, un’attività che coinvolge tutto l’uomo, nella quale l’uomo non può mai dire: “ho fatto abbastanza” e quando questo avviene ciò che si provava non era amore, ma qualcos’altro dipinto di amore.
Noi, tuttavia non riusciamo mai a definire completamente l’amore nella sua pienezza. L’amore è un mistero che coinvolge tutta la vita dell’uomo e della donna nella relazione che fra di essi si crea nel tempo, risultando sempre più ricco e più completo, giorno dopo giorno, prova dopo prova, esperienza dopo esperienza.
Questo amore è la prova dell’esistenza di Dio, non solo nel suo Essere Dio/Amore, ma anche della Sua presenza nel cuore dell’uomo e della donna capaci di Amore.
Coppia si è nell’atto dell’unione di un uomo con una donna. Coppia coniugale, sacramento della famiglia, lo si diventa giorno dopo giorno, prova dopo prova, esperienza dopo esperienza, solo in un processo di lenta, sincera e leale donazione all’altro. In questo cammino i coniugi imparano vivere insieme, ad accettare ed accogliere l’altro per quello che realmente è e non per come lo si vorrebbe.
Spesso noi confondiamo il matrimonio come un traguardo da raggiungere e non come la tappa di un cammino che dura tutta una vita. Il matrimonio è solo l’inizio di un’avventura della quale si conoscono solo alcuni dettagli, è l’inizio, la linea di partenza, la prima vera pietra per la costruzione della coppia coniugale, della realizzazione di quell’ “una sola carne”. Ora si inizia a costruire il futuro della coppia attraverso una continua scoperta dell’altro ed una condivisione quotidiana del proprio essere in funzione dell’altro.
Tutto ciò che nasce dopo il matrimonio appare ed è diverso da quello che era prima e da come lo si vedeva prima. È diverso il modo di guardarsi, di ascoltarsi, di parlarsi, è diversa la complicità fra l’uomo e la donna. Tutto cambia, anche la relazione con la famiglia di origine propria e dell’altro. È in questa fase che nascono i primi rischi di stabilità per la coppia. L’altro non appare più lo stesso uomo o la stessa donna che si conosceva e si amava prima del matrimonio e questo può sembrare un fallimento, ma è solo una fase di assestamento. Ora l’altro appare un limite all’affermazione e alla realizzazione del proprio essere. Ora il rischio può diventare pericolo se solo si permette l’ingerenza di altri o della propria famiglia di origine.
Il cambiamento è dato da uno stato psicologico individuale. È crollato, intanto ogni impedimento che ostacolava l’essere coppia. Ora ci si sente coppia di fatto, e ci si aspetta che tutto sia finalmente rose e fiori, ma vengono fuori problemi che prima non c’erano o che si erano sottovalutati o dati per scontati.
Se non si è stati educati a vedere l’altro come un dono nella sua totalità, il cammino verso il superamento di questo stadio diventa lungo e difficile. Ma superato questo momento si scopre un legame più profondo, ogni giorno nuovo fra i due, legame che farà apprezzare maggiormente quella diversità che inizialmente era sembrata un ostacolo inaspettato. Si rafforza ora quel rispetto già esistente ma che poggia ora su basi diverse. E mentre prima poggiava su tutto ciò che accomunava, su quanto rendeva uguali, sugli interessi comuni, ora poggia sull’essere e volersi così diversi come ci si scopre, da questo rispetto si rafforza anche la fiducia reciproca che porta ad una diversa comunione.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento